mercoledì 16 giugno 2010

-27 all'alba


Oggi comincio a capire molti colleghi, che, dopo la Confederation Cup, non sono tornati In Sudafrica quest'anno. E' arrivato l'inverno, il freddo ti spezza le ossa, Joburg è a 1.600 metri sopra il livello del mare. La fontana dell'albergo è ghiacciataa, i vetri del pulmino sono ghiacciati e i sedili pure. Sembra di stare su una seggiovia, ho anche il pass. Guardo il termometro, segna zero gradi. Sono le 9.00 si parte. Sul bus si parla delle partite di ieri. Brasile nord Corea è stata commovente, soprattutto per Jong tae Se. Durante l'inno piangeva come un bambino. La Corea ha deciso di non trasmettere la partita in diretta, ma anche in differita quel pianto avrà un effetto devastante per il regime di Pion Jang. Lo rivedremo mai dopo il mondiale? Chissà. Il brasile gioca male, alla fine ci pensa Maicon a segnare di punta angolatissimo. Finisce 2 a 1 per i verde oro. Le altre reti, se volete sapere di chi sono, andate su un altro blog. Al gol di Maicon sono uscito un momento e la zip del mio giubotto si è spezzata. Ieri notte faceva -3 ed è previsto -10. Non ho perso tempo, mi sono messo subito a riparare la giacca. Mentre cerco di recuperare la zip dalla tasca esterna del giubotto, alla porta di fronte distribuiscono giacche Raisport. Il paradosso è servito. eh si. Pur lavorando da 20 anni per Raisport, secondo la testata io non sono di Raisport. Me lo disse un vice direttore, Maurizio Losa. Era appena arrivato. Ebbe la brillante idea di farmi notare questo cavillo tipico di un azienda come la Rai. Da allora mi guardo bene dal chiedere anche una spilla. Il trapianto funziona, la zip sale e scende che è una meraviglia. Non ho bisogno di nessuno, as always.

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