
Oggi festa. Sto andando al Lyon Park è nuvoloso, appuntamento alle 08.00 tutti in piazza. Finalmente esco dal carcere, anche se mi avessero proposto di visitare una discarica radioattiva sarei andato. Sono eccitato, in senso metaforico. Credo che mettano del bromuro nel cibo, sento che lo sto perdendo, controllo. C'è ancora. Ed eccoci tutti insieme appassionatamente. Il ministro dei Trasporti, come al solito, aveva diviso i posti per etnie. Fortunatamente il piano è saltato. Appena si sono aperte le porte dei piccoli Bus, tutti noi ci siamo precipitati dentro, troppa la paura di rimanere a Fort Birchwood. Si parte. Appena usciti dalla galera il bus gira a sinistra, silenzio. Tutti zitti. Se gira a destra è di nuovo la solita strada per i lavori forzati. Il bus va dritto, ora c'è euforia. Nei finestrini scorre un paesaggio diverso, era ora. Gigi vicino a me sfoglia il libro, il mio. Altri parlano degli ascolti in tv. Che noia! La gita è di sole 4 ore poi si torna a lavorare. Siamo fuori dalla metropoli di Joburg. La citta è una distesa di case basse imprigionate in un labirinto di muri e filo spinato. I pochi grattacieli della Down Town sono fermi sullo sfondo, mentre il paesaggio scorre. Sto finalmente vedendo l'Africa, le case non riescono più a coprire il paesaggio che si apre di un giallo intenso di Savana bassa. Siamo arrivati. Mi precipito alla biglietteria, voglio essere il primo a entrare nella gabbia dei leoncini. Sono bellissimi. Gli accarezzo forte sul collo, sono dei gattoni dal pelo ispido. Gli piace. Vicino ci sono le giraffe, compro loro da mangiare. Hanno una lingua rugosa e prensile, la cosa fa un po' schifo. Potrebbero aprire una bottiglia d'acqua con quella mano in gola se avessero sete. La gita continua in camion. Passo davanti a tante specie di animali. Loro guardano scocciati. Il viaggio riprende tra rettili di ogni specie. Favoloso il boa che mi sono messo sul collo, agghiacciante la faccia di Pino che ho costretto ad indossare il simpatico biscione di 3 metri.
Ha le squame sotto il ventre durissime e taglienti. E' un prodigio di forza e classe. Poi una bella trarantola tra le mani, un draghetto sulla spalla e ancora un serpente. Ora posso tornare a casa. Ho visto qualcosa di diverso dal solito. E' l'una. Torno a lavorare. Spettacolo









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