Il mio Sudafrica
domenica 11 luglio 2010
DAY ZERO
Ultimo giorno di lavoro. Fotografo tutto, la mia camera-cella, il numero sulla porta, il vicolo. Se potessi fotograferei anche quest'aria d'alta montagna senza che le montagne ci siano. Ho promesso a me stesso di non esplodere proprio oggi, ma al terzo cambio di scaletta ho il forte desiderio di azzannare chi so io. Ci si mette pure "l'esperto suggeritore" a rompere. Vuole una clip con la musica dei Marillon. Fare una clip coi Marillon è come mettere il salame sulla Sacher Torte. O come fare una clip con "One" degli U2 con la finale del 2006. Cazzo c'entra? Boh (scusa Claudio. Il montaggio era bellissimo). Ma io non sono un fine conoscitore della bella musica e non conosco l'inglese. Santa ignoranza, la mia. Ovvio. Finalmente Dribbling ha chiuso le saracinesche. Manca poco. Devo tenere. Mi dispiace moltissimo per Italo Cucci. Prima della trasmissione ha avuto un malore. Doveva partire domani col mio volo, nulla di grave, spero. Scrivo mentre faccio due passi sul tappeto in palestra. Santa palestra, mi ha salvato la vita e la trasferta. Ultimamente non mi sono allenato, troppi grattacapi. Troppi galli a cantare. Salvo solo Pino Cerboni Jacopo Volpi e Paola Arcaro. Dei veri professionisti. Qui all'IBC stanno organizzando una festa. Peccato che io, come molti altri, starò lavorando. Alla fine è stata una grande esperienza. Ci sono delle cose che rimarranno indelebili nella memoria. Il boa al collo, Soweto, Santon, la statua di Mandela, il museo dell'Aapartheid e i 37 euro spesi per un taglio di capelli. Manco fossi Lola Falana. Molte delle cose, ovvio, non posso scriverle, già per quello che ho scritto qualcuno storcerà il naso. Qui siamo tutti in una democrazia controllata, non ci sono privilegi. Solo delle audagi agevolazioni per alcuni. Niente di anomalo. Capisco di essere fuori dal coro quando alcuni giornalisti si complimentano per questo blog dicendo: "Complimenti! Sai scrivere!". Non dico altro. Ma una cosa voglio gridarla al mondo. SKIPSNACK IS BACK
sabato 10 luglio 2010
-2 siamo alla fine
Oggi è un gran giorno. Sta per chiudersi un esperienza sicuramente unica e irripetibile. Sono giorni che non trovo il tempo per scrivere. Molte cose sono accadute e finalmente ho avuto modo di tirare fuori la testa da questa specie di galera. Sono andato a Soweto e devo dire che sono rimasto folgorato. Ho sempre immaginato le Township come un posto lontanissimo e inavvicinabile. E invece sono a due passi dalla metropoli, anzi si confondono a tal punto che la metropoli diventa un sobborgo e viceversa. La strada principale taglia in due il getto. Le case sono basse, le prime che s'incontrano hanno un aspetto tale da far chiudere gli occhi. Ci sono delle vecchie signore alla porta. Nessuno disdegna un sorriso. la strada scende e si il paesaggio si allarga. Le case toccano l'infinito e scompaiono all'orizzonte. I ragazzi giocano a pallone, c'è chi ripara qualsiasi cosa. Tutti si prodigano per trovare parcheggi o lavare le auto dei turisti. E' un po' squallido entrare a Soweto con la macchina fotografica al collo. I turisti si comportano come se stessero in visita a Gardaland e questo non è bello. La strada sale fino a Mandela Square, il quartiere dov'è nato un eroe. Ci accoglie un gruppo di ragazzi con canti e balli, prendo un caffè su una terrazza. Soweto non è poi così male vista dall'alto. Certo, gode di questo turismo assurdo che entra per fotografare la povertà e poi esce lasciando spiccioli. Esco da Soweto tirando un sospiro di sollievo. Non ci si abitua facilmente. Lascio anch'io due soldi al parcheggiatore di turno, il caffè in mano ancora caldo. Ho fretta ad andarmene. Scappo come tutti, prima che la coscienza possa farmi male...
venerdì 9 luglio 2010
I forgot it
Tra gli appunti, avevo dimenticato questo straordinario spaccato di vita carceraria
Sono le 2 di notte e non c'è verso di tornare all'hotel, ma sono vivo e questo è un grandissimo risultato. C'è un incidente mostruoso sull'autostrada. La situazione sta sfuggendo di mano e infatti ecco che l'autista approccia una manovra indescrivibile. . Evviva! Stiamo sull'autostrada e viaggiamo contromano. Le macchine passano, suonano, fanno i fari e io a morire all'ultimo posto. C'é un euforia da ultima spiaggia, suggerisco di mettere higway to hell, tanto per scaldarci un po. Ancora un altro metro ed è finita. Fortunatamente c'è uno svincolo, evviva. Siamo usciti dal tunnel della morte. Ora siamo per il verso giusto. Purtroppo però ci siamo persi. C'è un auto della polizia, meno male. Riccardo chiede indicazioni, ma i Chips sudafricani sono ubriachi persi. Dalla padella alla brace. Ora siamo in un quartiere fatiscente. Senza meta. Tutto chiuso. Ombre scure ai semafori, l'autista passa tutti gli incroci col rosso. Ora si ride di meno. I venti minuti più lunghi della mia vita. Passiamo davanti ad un mcdonald aperto, forse siamo usciti. Forse. Incredibile, Abbiamo ripreso la vecchia strada. Ma com'è possibile? Sembra una scena del film di freddy Crugher. Siamo al punto di partenza ma dell'incidente non c'è traccia. Se torno a casa vivo accendo un cero alla Madonna. Il tempo scorre, sono le 2.30. Ora tutti dormono o fanno finta. Domani mi tocca seguire dribbling, sveglia alle 07.00 ma tanto, chi dorme stanotte? -3 alla fine. Ce la posso fare. Ma quant'è dura adesso.
Sono le 2 di notte e non c'è verso di tornare all'hotel, ma sono vivo e questo è un grandissimo risultato. C'è un incidente mostruoso sull'autostrada. La situazione sta sfuggendo di mano e infatti ecco che l'autista approccia una manovra indescrivibile. . Evviva! Stiamo sull'autostrada e viaggiamo contromano. Le macchine passano, suonano, fanno i fari e io a morire all'ultimo posto. C'é un euforia da ultima spiaggia, suggerisco di mettere higway to hell, tanto per scaldarci un po. Ancora un altro metro ed è finita. Fortunatamente c'è uno svincolo, evviva. Siamo usciti dal tunnel della morte. Ora siamo per il verso giusto. Purtroppo però ci siamo persi. C'è un auto della polizia, meno male. Riccardo chiede indicazioni, ma i Chips sudafricani sono ubriachi persi. Dalla padella alla brace. Ora siamo in un quartiere fatiscente. Senza meta. Tutto chiuso. Ombre scure ai semafori, l'autista passa tutti gli incroci col rosso. Ora si ride di meno. I venti minuti più lunghi della mia vita. Passiamo davanti ad un mcdonald aperto, forse siamo usciti. Forse. Incredibile, Abbiamo ripreso la vecchia strada. Ma com'è possibile? Sembra una scena del film di freddy Crugher. Siamo al punto di partenza ma dell'incidente non c'è traccia. Se torno a casa vivo accendo un cero alla Madonna. Il tempo scorre, sono le 2.30. Ora tutti dormono o fanno finta. Domani mi tocca seguire dribbling, sveglia alle 07.00 ma tanto, chi dorme stanotte? -3 alla fine. Ce la posso fare. Ma quant'è dura adesso.
martedì 6 luglio 2010
-6 All'alba...
Non ci credo, non è possibile. Solo sei giorni mi separano dalla libertà. Questa settimana è volata. Sembra quasi che non l'abbia vissuta (purtroppo è così). Eppure qualche scoria, qualche ricordo c'è. Ieri per esempio ho mangiato in un ristorante "italiano", mai più. Ho chiesto una focaccia con le olive e un polletto arrosto. La focaccia è arrivata stracolma di patè di olive, più che una pizza sembrava un formicaio. Alla sommità veniva su un odorino di frantoio abbandonato. Al gusto (ma che dico, disgusto) sembrava di mettere in bocca catrame caldo. Di solito, quando mangio da schifo, pago il conto e me ne vado. Questa volta ero troppo incazzato. La focaccia era pure buona, ma il patè era una riserva del 56. Ho chiamato la proprietaria (Greca... azz centra? Chi è l'italiano?) e gli ho detto nel mio inglese maccheronico: "the focaccia was very ugly and bad". Mi ha promesso di comprare un nuovo barattolo. Il polletto invece era.... pessimo hahahahaha. Ho chiesto di non condirlo, ma la strega greca lo faceva con il limone. Beh è arrivato un pollo di 3 kg immerso in un mare di limone. E' stata la prima volta che ho mangiato il pollo in glassa di lemonsoda. Comunque, stamattina mi sono svegliato con la solita "maledizione di JOBURG". Ho preso le solite cose, dissenten, e fermenti. Che palle. Ora dovrei andare a lavoro. Un altro giorno all'Ibc. L'ambiente ormai è compromesso. Nessuno si fida più di nessuno. L'unico che mi sta simpatico è il mio carceriere. Credo di essere vittima della sindrome di Stoccolma. E' naturale, oggi sono 30 giorni. Vorrei proseguire a scrivere, ma sento che la "Maledizione di Joburg" sta tornando. (non andate mai nei ristoranti italiani all'estero).
martedì 29 giugno 2010
HOLIDAY

Oggi festa. Sto andando al Lyon Park è nuvoloso, appuntamento alle 08.00 tutti in piazza. Finalmente esco dal carcere, anche se mi avessero proposto di visitare una discarica radioattiva sarei andato. Sono eccitato, in senso metaforico. Credo che mettano del bromuro nel cibo, sento che lo sto perdendo, controllo. C'è ancora. Ed eccoci tutti insieme appassionatamente. Il ministro dei Trasporti, come al solito, aveva diviso i posti per etnie. Fortunatamente il piano è saltato. Appena si sono aperte le porte dei piccoli Bus, tutti noi ci siamo precipitati dentro, troppa la paura di rimanere a Fort Birchwood. Si parte. Appena usciti dalla galera il bus gira a sinistra, silenzio. Tutti zitti. Se gira a destra è di nuovo la solita strada per i lavori forzati. Il bus va dritto, ora c'è euforia. Nei finestrini scorre un paesaggio diverso, era ora. Gigi vicino a me sfoglia il libro, il mio. Altri parlano degli ascolti in tv. Che noia! La gita è di sole 4 ore poi si torna a lavorare. Siamo fuori dalla metropoli di Joburg. La citta è una distesa di case basse imprigionate in un labirinto di muri e filo spinato. I pochi grattacieli della Down Town sono fermi sullo sfondo, mentre il paesaggio scorre. Sto finalmente vedendo l'Africa, le case non riescono più a coprire il paesaggio che si apre di un giallo intenso di Savana bassa. Siamo arrivati. Mi precipito alla biglietteria, voglio essere il primo a entrare nella gabbia dei leoncini. Sono bellissimi. Gli accarezzo forte sul collo, sono dei gattoni dal pelo ispido. Gli piace. Vicino ci sono le giraffe, compro loro da mangiare. Hanno una lingua rugosa e prensile, la cosa fa un po' schifo. Potrebbero aprire una bottiglia d'acqua con quella mano in gola se avessero sete. La gita continua in camion. Passo davanti a tante specie di animali. Loro guardano scocciati. Il viaggio riprende tra rettili di ogni specie. Favoloso il boa che mi sono messo sul collo, agghiacciante la faccia di Pino che ho costretto ad indossare il simpatico biscione di 3 metri.
Ha le squame sotto il ventre durissime e taglienti. E' un prodigio di forza e classe. Poi una bella trarantola tra le mani, un draghetto sulla spalla e ancora un serpente. Ora posso tornare a casa. Ho visto qualcosa di diverso dal solito. E' l'una. Torno a lavorare. Spettacolo
giovedì 24 giugno 2010
-20 all'alba

Che succede in città? E chi l'ha mai vista? Joburg ultima frontiera, l'astronave RaiSport è in cerca di nuovi mondi inesplorati. E ti credo, chi mai vorrebbe stare qui? Siamo alla frutta, c'è uno sconforto prepartita clamoroso. Forse è il cibo o l'acqua di questa città fantasma. Dicono che contenga delle sostanze provenienti dal Monte Nesoaepe e che non faccia proprio bene. Le leggende fanno presto a diventare realtà nei sobborghi di Soweto. Sono andato su google map, non esiste un monte Nesoaepe, anzi, non ci sono nemmeno le montagne! Quì è tutto un infinito altopiano sospeso a 1600 metri sul livello del mare. Le uniche vette che scorgo sono artificiali: cumuli di sabbia gialla, le vecchie miniere di diamanti. Oggi sono andato in palestra prima di Slovacchia Italia. 10 km sotto l'ora, non male.

Ho lavorato per Dribbling fino all'ultimo secondo. Alla fine sono andato in onda per miracolo. La mia preoccupazione la si legge chiaramente nella foto. Intanto la Slovacchia passa in vantaggio. Tutto previsto. Giochiamo male. Anzi giochiamo in 10. Iaquinta scandaloso. Speriamo nel secondo tempo. Ritmi troppo bassi. Finalmente un tiro di Di Natale, sembra gol ma non entra. Fabio ha già scelto la musica per la copertina di Notti Mondiali. Lou Reed - Perfect day. Triste, lentissima e malinconica, come la Nazionale di Lippi. Ecco il secondo gol, Cannavaro è gelato nei ricordi di quando alzava la coppa del Mondo, Lippi è un fantasma silenzioso, dov'era Chiellini? Ora la musica di Lou Reed fa male più del previsto. Il Mondiale per l'Italia finisce qui dice Civoli, ma io non voglio crederci. Di Natale accorcia le distanze. C'è una piccola speranza. Un boato, l'italietta pareggia ma è fuorigioco. Tristezza. Mancano 6 minuti al tempo regolamentare ce la possiamo fare. A prendere il terzo gol... è finita siamo eliminati. Che delusione. Ma che succede? Quagliarella segna! Ancora due minuti di speranza. Pepe!!!! Niente. Stavolta è finita veramente, siamo ultimi nel girone. Peggio di così...

Torno di nuovo in cella. Il bus scricchiola creando un ritornello sincopato. Sembra la vecchia terza classe delle Ferrovie dello Stato. Ripenso alla clip di Fabio, bellissima. Intensa. Bevo uno spumantino prima di andare a dormire. Era una bottiglia per le grandi occasioni. Ma chi se ne frega. Salute ragazzi. Spengo la luce, guardo di fuori. Passa un ombra poi silenzio e tristezza.
martedì 22 giugno 2010
-21 all'alba.

Non so più che scrivere. I giorni si mescolano alle ore, al buio, al freddo, al sole, al cielo senza nuvole sopra stelle sconosciute. Oggi è entrata l' estate in Italia ma qui è l'inverno che si affaccia. Sono disorientato, mi serve la mano per sostenere la testa pesante, piena di pensieri e tristezza. Oggi è stata una giornata schizzofrenica, ogni momento di felicità si spezza fragilmente e il buio storce i sorrisi. Mi tocco la fronte, sto sudando eppure fa 0 gradi, non male. Quello che più mi sconforta è l'egoismo di tanta gente. Se solo dovessi descrivere tutti i problemi che ho avuto oggi, mi servirebbero 200 pagine. E alla fine della giornata trovi pure il gaggiolotto ragazzino, alle prime esperienze in trasferta che ti fa la battutina tagliente. Ho ucciso per molto meno, I suoi colleghi si sono presi cura di spiegara al ragazzotto cosa rischia.
E' incredibile ma l'unico momento in cui mi sento libero di sfogarmi e di poter scrivere è sul pulmino, proprio quell'odioso pulmino che dal carcere dell?IBC, mi riporta a Fort Birchwood. Per assurdo appena salgo, la mia furia si placa, la mente si apre ed escono i ricordi. E' notte fonda a Joburg. C'è un piano che suona Jazz alla radio, la gente sussurra frasi basse, qualcuno dorme e qualcun'altro batte su un Ipod frasi senza senso abbandonate alla solitudine di un altro giorno sprecato. -21 all'alba. MBUTO.
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